Rassegna di Teatro Piemontese – 30ª Edizione
Dal al
Trent’anni di teatro, lingua e tradizione a Piasco
La Sala Polivalente Dott. Serra di Piasco ospita la 30ª edizione della Rassegna di Teatro Piemontese, uno degli appuntamenti culturali più longevi e sentiti del territorio, capace di unire spettacolo, lingua piemontese e spirito di comunità.
La rassegna nasce dall’impegno e dalla passione di Paolo Mattio, che per molti anni l’ha ideata, seguita e fatta crescere, trasformandola in un punto di riferimento per il teatro in lingua piemontese.
Giunta ormai al secondo anno senza la sua guida, la rassegna prosegue nel segno della continuità e del rispetto del lavoro svolto, con l’obiettivo di mantenere viva l’eredità culturale e umana che ha lasciato alla comunità.
Dal 31 gennaio al 28 febbraio 2026, per cinque sabati consecutivi, il palco della sala polivalente accoglierà compagnie teatrali provenienti da diverse realtà del Piemonte, con spettacoli che alternano comicità, ironia e momenti di riflessione, nel pieno rispetto della tradizione del teatro popolare piemontese.
Tutti gli spettacoli si terranno il sabato sera alle ore 21:00, offrendo al pubblico l’occasione di vivere serate all’insegna della cultura, della lingua e della convivialità.
Gli spettacoli in programma
31 gennaio 2026 – Il Nostro Teatro di Sinio APS
N’ euv ‘d doi ross – di Oscar Barile7 febbraio 2026 – J’Amis del Borg APS (Moncalieri)
Alla pensione dell’Uovo Dorato – di Daniele Ghia14 febbraio 2026 – J’Amis del Teatro (Carmagnola)
Merceria Tote Pautasse – Boton, Liasse… e Lengasse! – di Anna Maria Carena21 febbraio 2026 – Scrussìa (Pianfei)
Il Padre della Sposa – di Caroline Franke28 febbraio 2026 – La Corte dei Folli APS (Fossano)
Tut per ‘n mort – di Lino Grasso e Pinuccio Bellone
Per chi non avesse ancora acquistato abbonamento o biglietto singolo, è possibile farlo direttamente in sala prima dell’inizio degli spettacoli oppure prenotando al numero indicato sul volantino ufficiale.
La Rassegna di Teatro Piemontese di Piasco si conferma così non solo come un cartellone di spettacoli, ma come un momento di incontro, identità e memoria collettiva, capace di mantenere viva una lingua e una tradizione che fanno parte della storia del territorio.




















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