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A Riveder le Stelle

A Riveder le Stelle

Dal 3 marzo 2022 finalmente al cinema il Film Documentario “A Riveder le Stelle” del regista piemontese Emanuele Caruso
Dal 3 marzo 2022 finalmente al cinema il Film Documentario “A Riveder le Stelle” del regista piemontese Emanuele Caruso
con Giuseppe Cederna, Maya Sansa
e con la partecipazione straordinaria del Dott. Franco Berrino.

A Piasco nelle seguenti date:
- giovedì 3 marzo 2022 - 21:00
- venerdì 4 marzo 2022 - 21:00
- sabato 5 marzo 2022 - 21:00
- domenica 6 marzo 2022 - 17:00

EVENTO SPECIALE 
sabato 5 marzo 2022 - 21:00
proiezione con la presenza in sala dell’attore Stefano Eirale e dello sceneggiatore Marco Domenicale

Realizzato dalla Società di Produzione di Alba (CN) Obiettivo Cinema, con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund e del Parco Nazionale della Val Grande, “A Riveder le Stelle” a marzo 2022 uscirà al cinema e si potrà finalmente vedere in sala.

Il Direttore di Film Commission Torino Piemonte, Paolo Manera, ricorda che: “Ci ritroviamo con molta emozione, dopo una pausa forzata di due anni, ad accompagnare Emanuele Caruso in questo progetto che FCTP ha sostenuto con convinzione attraverso il Piemonte Doc Film Fund. “A Riveder le Stelle” conferma ancora una volta tutte le caratteristiche di unicità e originalità che contraddistinguono da sempre le opere del giovane regista e produttore piemontese, sia nel percorso produttivo che in quello di diffusione e incontro con il pubblico”.

"Emanuele Caruso torna in Val Grande per farci riflettere sul destino del nostro pianeta - dichiara Massimo Bocci, Commissario Straordinario Ente Parco Nazionale Val Grande - e lo fa con un viaggio, con una sorta di compagnia dell'anello di tolkeniana memoria, attraverso la natura prorompente del nostro Parco.
Abbiamo accolto con entusiasmo l’Anteprima del docufilm “A Riveder le Stelle” a Domodossola come occasione speciale per festeggiare il nostro trentesimo compleanno che cade esattamente il 2 marzo. Muoversi lentamente assaporando, passo dopo passo, il contatto con la natura: una natura che cura è dunque la ricetta, perché la nostra società recuperi quei valori e quelle attenzioni un po’ dimenticate - fino a che il Covid non ce le ha brutalmente ricordate - che serviranno per lasciare ai nostri figli un mondo migliore". Realizzato nel 2019, la distribuzione del film fu bloccata dalle restrizioni imposte dalla pandemia. La difficile scelta del regista e di Obiettivo Cinema è stata quindi quella di attendere la riapertura delle sale cinematografiche per poter presentare la pellicola sul
grande schermo e non in streaming o su piattaforme online.

Nella filosofia della casa di produzione, infatti, la visione in streaming diventa un punto di arrivo di un percorso che parte dalla sala cinematografica e dalla fruizione collettiva del film. Una dimensione pubblica capace di innescare confronti e di creare nuove consapevolezze sui temi proposti. Come è già avvenuto per i suoi precedenti lavori, il regista introdurrà personalmente gran parte delle proiezioni in sala, creando un rapporto diretto ed entrando così in relazione con il pubblico presente in sala.

Girato i primi di agosto 2019, in appena una settimana, utilizzando solo due cellulari e un piccolo drone, alimentati a energia sostenibile, “A Riveder le Stelle” è un progetto sperimentale concepito come una lettera al futuro dell’umanità: un lavoro originale e a impatto zero che, attraverso un linguaggio comunicativo fuori dai canoni, punta i riflettori sull’ambiente e sulle conseguenze del cambiamento climatico.
“In questi due lunghi e complessi anni, molti ci hanno chiesto di vedere il film on line - racconta il regista - ma la produzione ha preferito aspettare perché il nostro documentario doveva essere, e speriamo sarà, un’occasione di incontro e di confronto. Proprio per questo siamo felicissimi di annunciare che, dopo due lunghi anni, A Riveder le Stelle sarà nei cinema a partire dal 3 Marzo 2022. Arriviamo da due anni intensi e difficili - prosegue Caruso - anni in cui il mondo è cambiato completamente, sono cambiate anche le nostre abitudini. Il Covid 19 era un’emergenza per la quale nessuno di noi era pronto. Ecco, il film nasce su un’altra emergenza che sarà ancora più profonda di quella del Virus, che è quella del cambiamento climatico. In questi decenni abbiamo sfruttato troppo questo pianeta, abbiamo consumato troppo le sue risorse, abbiamo inquinato oltre ogni limite.
Il nostro stile di vita, in qualche modo, farà sì che questo pianeta nei prossimi anni verrà a chiederci il conto, che lo vogliamo oppure no. Ed è proprio su questa esigenza e riflessione che nasce il mio film, un viaggio a piedi di 7 giorni, con dei protagonisti di eccezione, per cercare di cambiare la nostra visione e il nostro modo di ragionare”.

Dopo lo straordinario e inaspettato successo de La Terra Buona, oltre 55.000 biglietti venduti (Fonte Cinetel) con un incasso al botteghino superiore ai 310.000 Euro, il regista piemontese torna al cinema con un progetto del tutto originale: un viaggio sospeso nel tempo tra i percorsi montani della Val Grande (VCO). Protagonisti della pellicola l’attore e alpinista Giuseppe Cederna, l’attrice Maya Sansa e il Dottor Franco Berrino che ha partecipato attivamente alla “spedizione”, apportando un contributo che resta unico per il film.
Il documentario racconta un cammino lungo 7 giorni, in cui vengono percorsi 36 km con un dislivello di 5.000 metri, alla riscoperta della natura e dell’umanità.
È dunque su queste tematiche che si interroga il regista, seguendo passo dopo passo, un gruppo di 6 ‘viandanti d’eccezione’. Compagni di cammino che non si conoscevano e che, arrivando da mondi totalmente diversi, hanno voluto condividere una esperienza unica, affrontando insieme un viaggio che, giorno dopo giorno, diventa anche un percorso interno.

La sfida, coraggiosamente lanciata dal giovane regista di Alba e subito accolta con entusiasmo dai partecipanti, è stata quella di immaginare un mondo dove l’uomo non è riuscito a salvare il proprio Pianeta e provare a rispondere, ognuno a suo modo, alla domanda che il nostro futuro ci impone: “Come abbiamo potuto permetterlo?”.
Ad accompagnarli in questa loro esperienza di scoperta personale e collettiva, gli incredibili panorami del Parco Nazionale della Val Grande: una delle aree Wilderness più estese in Europa, al confine fra il Piemonte e la Svizzera. Luoghi selvaggi, incontaminati, in cui la società non ha messo le radici e dove le stelle, la sera, sono l’unica luce che l’occhio umano percepisce.
“Abbiamo camminato connettendoci con la natura e tra di noi – racconta l’attore Giuseppe Cederna – lo abbiamo fatto con una grande umiltà, creando un vero laboratorio di apertura verso il mondo, dove ognuno di noi si è raccontato e si è messo continuamente in gioco. Dell’esperienza vissuta in questo Parco, realmente selvaggio, mi resterà per sempre impressa l’accoglienza e la grande generosità delle Guardie Forestali e il rapporto con la natura che ognuno di noi si è impegnato a riscoprire. Nel corso dei sette giorni in cui è durata la passeggiata, abbiamo creato dei veri e propri ritratti umani, guardandoci dentro e imparando a convivere con persone sconosciute e diverse da noi”.
Tra i camminatori c’era anche l’epidemiologo, esperto di sana alimentazione, Dottor Franco Berrino che commenta così l’esperienza vissuta: “Per me il viaggio è a piedi.
Meglio se in salita, in montagna, dove la fatica e il ritmo pacificano la mente. Amo accompagnare il ritmo del cammino recitando mentalmente un mantra, una sillaba ad ogni passo: RaMa DaSa SaSe SoHam, io sono questo, sono uno con l’infinito. Condividere la fatica del camminare rivela e consolida amicizie, come quelle nate in quei giorni con gli altri protagonisti della compagnia: Chiara, Corrado, Emanuele, Giuseppe, Lorenzo, Maya, Stefania, Valter”.

NOTE DI REGIA SULLA SETTIMANA DI RIPRESE IN VAL GRANDE
“Da oltre un anno ci preparavamo per affrontare questa nuova esperienza produttiva, altamente sperimentale: ci siamo allenati, andando a correre e mettendoci a dieta. Io in particolare sono riuscito a perdere circa dodici chili: non avrei mai potuto affrontare questo tipo di viaggio prima - racconta il regista - Girare questo progetto in Val Grande è stata l’esperienza più difficile e faticosa che io abbia mai vissuto, anche da un punto di vista fisico. Siamo partiti in otto da Alpe Lut, sopra il Comune di Premosello (VCO), e, per alcuni tratti di cammino si sono unite a noi altre persone. Girare un documentario, in appena sette giorni, portando sempre addosso uno zaino con dentro cibo, vestiti e attrezzatura non è semplice, soprattutto quando la troupe è formata da sole due persone. Infatti, per ragioni di ospitalità nei quattro rifugi nei quali abbiamo sostato, il gruppo non poteva superare le otto persone. E per stare dietro a tutto, noi due della troupe dormivamo al massimo tre ore per notte. Inoltre, per cinque giorni su sette il meteo non è stato favorevole e questo non ci ha certo aiutati nella logistica quotidiana, anche perché abbiamo girato tutto con due cellulari di ultima generazione, che abbiamo scelto di ricaricare esclusivamente con energia fotovoltaica”.

NOTA TECNICA SULLE RIPRESE A IMPATTO ZERO
Nel pensare a una produzione di questo genere la prima domanda che la troupe si è fatta è stata quella di come realizzare le riprese in modo non invasivo e discreto per essere in grado di
seguire – per 7 giorni - i protagonisti in un territorio remoto e impervio come la Val Grande. Vista anche l’impossibilità di disporre sempre di energia elettrica per ricaricare le batterie o scaricare i
file prodotti, è stato quindi deciso di realizzare il documentario in 4k con 2 iPhone di ultima generazione, uno stabilizzatore Gimbal e un Drone Mavic Pro 2: tutta l'attrezzatura era contenuta
in una piccola borsa del peso di 1,2 chili. La Troupe disponeva anche di due piccoli microfoni portatili e di una serie di ottiche fisse per cellulare. Attraverso l’ausilio di power bank professionali,
di peso inferiore ai 500 grammi, durante il viaggio è stato possibile ricaricare senza problemi tutti i dispositivi.

Il lavoro di distribuzione di “A Riveder le Stelle” è comunque proseguito all’estero grazie a un accordo con il Sale Agent TVCO che ha inserito nel suo listino il film, garantendone la distribuzione Internazionale e la presenza nei più importanti Festival del mondo.

BIO - FILMOGRAFIA del REGISTA e PRODUTTORE
Emanuele Caruso nasce ad Alba (CN) il 15 agosto 1985. Studia regia e produzione video all’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna che termina nel 2007. Lavora per 4 anni per l’Alba International Film Festival – Infinity. Entra nel mondo del video come regista, operatore camera e montatore Avid, lavorando su diversi progetti, anche televisivi. Dal 2008 realizza personalmente produzioni video, spot, documentari e mini-serie per aziende e grandi marchi, contribuendo in prima persona all’idea creativa di ogni progetto video. Nel 2011 fonda Obiettivo Cinema, società di produzione e distribuzione cinematografica e di produzione video specializzata nella realizzazione di film e documentari a basso budget. Produce e dirige così il suo primo film per il cinema dal titolo “E fu sera e fu mattina”. Girato in 9 settimane in Piemonte, fra Langhe e Roero, con una troupe di 30 elementi e un budget di soli 70.000 euro (di 43.000 raccolti in crowdfunding in azionariato popolare), il film esce al cinema in completa auto-distribuzione. Diventa un piccolo caso nazionale staccando al botteghino, circa 43.000 biglietti per 216.000 euro di incasso. Tocca le 120 città di proiezione e i 15 mesi consecutivi di presenza in sala. Vince il premio F.I.C.E. (Federazione Italiana Cinema D’essai) come film indipendente dell’anno 2014 e il film viene poi venduto in 4 stati esteri (Polonia, Slovenia, Nord America e Canada), oltre ad essere presente su Amazon Prime Video. Nel 2014 il film viene selezionato in concorsi internazionali come il Cairo International Film Festival (unico film italiano in concorso) e il Montréal World Film Festival (Canada). Nel 2016 produce e dirige il secondo film “La Terra Buona”, con un budget di 205.000 euro di cui 80.000 raccolti in crowdfunding in azionariato popolare sulla piattaforma “produzioni dal basso” che fanno di questa seconda opera, il record italiano di raccolta fondi per un film per il cinema. Esce in sala il 1° marzo 2018 e per due settimane consecutive è il film con la più alta media-schermo d’Italia e colleziona alla fine oltre 300.000 euro di incasso al botteghino per oltre 55.000 biglietti staccati. Il film viene poi acquistato da HBO Europe, RSI (Radiotelevisione Svizzera), Amazon Prime Video, Cina e dalla TV pubblica Polacca. Viene inoltre proiettato a New York alla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University. Nel 2019 produce e dirige un documentario sperimentale per il cinema dal titolo “A Riveder Le Stelle”, rigorosamente girato con 2 iPhone XS MAX e un piccolo drone, alimentati ad energia rinnovabile. Il film di 73 minuti che doveva uscire nelle sale il 5 Marzo 2020, è stato posticipato, causa Corona Virus, al 4 Marzo 2021 e quindi ancora al 3 marzo del 2022.
Realizzato con un budget di circa 71.000 Euro, il documentario è sostenuto da Film Commission Torino Piemonte, Parco Nazionale della Val Grande e dal Ministero dei Beni Culturali – Direzione Cinema. Dopo aver organizzato diverse Master Class sul mondo del “fare cinema” e lezioni sul mondo della produzione e distribuzione cinematografica, dal 2016 è docente di Storia del Cinema e Storia dell’Immagine presso la Nuova Accademia D’arte Novalia di Alba (CN).

OBIETTIVO CINEMA
Obiettivo Cinema nasce nel 2011 ad Alba (CN), fondata dal regista e produttore Emanuele Caruso. Oltre all’attività di produzione video industriale e istituzionale, spot, documentari e mini-serie svolta per aziende e grandi marchi italiani, Obiettivo Cinema nasce con la volontà di produrre e distribuire film per il cinema a budget contenuti. Negli anni sono stati prodotti e distribuiti 2 film per il cinema, documentari e cortometraggi.