Concerto Gospel a Piasco
Giorno della Memoria 2018

Giorno della Memoria 2018

Grande partecipazione di pubblico per la serata dedicata al "Giorno della Memoria"
Giovedì 25 gennaio 2018 è stato proiettato il film "LA SIGNORA DELLO ZOO DI VARSAVIA", con un folto pubblico alla Sala Polivalente di Piasco.

Il film è stato introdotto dal Presidente della Società Operaia Mutuo Soccorso di Piasco: Alessio Rosso.

Intervento del presidente SOMS - Piasco 
Film Giorno della Memoria
Ringrazio la Proloco, in particolare i giovani che si occupano della programmazione dei film per l’ormai tradizionale collaborazione con So
cietà Operaia in occasione del Giorno della Memoria.
La Società Operaia di Piasco prossima a festeggiare i primi 150 anni, li compirà nel 2019, di Memoria ne ha parecchia, gelosamente custodita nel suo archivio presso la sede.
Fra i tanti documenti, custoditi in archivio, uno è particolarmente calzante con l’argomento della serata, è datato 11 settembre 1939, nell’ intestazione si legge Ente Nazionale fascista per la cooperazione.
Oggetto: Soci di razza ebraica
Testo: Vogliate provvedere alla esclusione dalla Società dei soci di razza ebraica.
Queste parole pesano e ci spronano e non essere indifferenti di fronte ad un probabile e possibile ritorno dell’odio che tanti lutti provocò a tutta l’umanità.
Con la legge 211 del 20 luglio 2000 la Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria"
Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata rossa arrivano nella città polacca di Auschwitz e si trovano di fronte al suo tristemente famoso campo di sterminio, ne liberano i pochi superstiti e rivelano al mondo l’orrore del genocidio nazista.
La Memoria focalizzata in questo giorno che ha rivelato l’orrore incontenibile di una tragedia umana, non deve essere fine a sé stessa. Io credo che non ci siano giorni giusti e altri meno per inciampare nella Memoria.
Appena una settimana è trascorsa da quando l’artista tedesco Gunter Demnig ha posato una pietra d’inciampo poco lontano da qui a Sant'Antonio, vicino a quella che fu la casa del piaschese Giuseppe Gallina scomparso nel 2014, internato a 18 anni nel lager di Kirchmoser, a Brandeburgo da dove era riuscito a fuggire.
Il progetto, realizzato in collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza di Torino, la Comunità Ebraica di Torino e per quanto riguarda Piasco, la famiglia Gallina e l’amministrazione comunale, ha fatto si che negli ultimi mesi molte città grandi o piccole del Piemonte abbiano installato le pietre.
La prima pietra fu collocata a Colonia nel 1995, nel 2016 quelle piazzate erano già più di 56.000 in 26 diverse nazioni.
L'iniziativa, consiste nell'incorporare, nel selciato stradale delle città, davanti alle ultime abitazioni delle vittime di deportazioni, dei blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone. Sulla piccola targa della dimensione di 10 cm x 10, sono incisi il nome della persona, l'anno di nascita, la data, l'eventuale luogo di deportazione. Questo tipo di informazioni intendono ridare individualità a chi si voleva ridurre soltanto a numero. L'espressione "inciampo" deve intendersi visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino e si imbatte, anche casualmente, nell'opera.
Le pietre d'inciampo vengono posate in memoria delle vittime del nazismo, indipendentemente da etnia e religione. Una Memoria infissa nel suolo pubblico perché non rimanga privata, d'inciampo perché nessuno si senta in dovere di dimenticare tutti coloro che non hanno più avuto nessun diritto
A Piasco da oggi in poi abbiamo un motivo in più per alimentare quotidianamente la Memoria, una scusa in meno per non farlo; basterà una breve passeggiata in quel di Sant’Antonio per inciampare in quel che è stato e che non dovrà mai più essere.
Vi chiedo ancora un attimo di pazienza, per un breve video molto amatoriale che ho girato in occasione della posa della pietra d’inciampo; i bambini della IV elementare hanno intonato Gam, Gam.
Gam Gam è una canzone scritta da Elie Botbol che riprende il quarto versetto del testo ebraico del Salmo 23, uno degli "inni" più toccanti dell'Olocausto che riguardò più di un milione e mezzo di bambini uccisi dai nazisti, spesso cantata da scolaresche nel Giorno della Memoria
Grazie di cuore a tutti voi e buona visione.